- L'incontro online organizzato da EDUCA EDTECH Group in collaborazione con UDAVINCI ha riunito centinaia di persone interessate a sviluppare la propria carriera professionale in altri mercati. Le opportunità di lavoro in Europa, il riconoscimento dei titoli di studio e la creazione di un profilo competitivo hanno costituito gran parte delle domande poste da un pubblico proveniente da oltre venti paesi.
Lavorare in un altro Paese inizia molto prima di fare le valigie. Sorgono domande del tipo: quali opportunità ci sono per il mio profilo?, come devo presentarmi a un’azienda internazionale?, il mio titolo di studio sarà riconosciuto?, quali competenze devo rafforzare?, fino a che punto influiscono la lingua o le differenze culturali?
Queste sono alcune delle questioni che hanno caratterizzato EDUCA Global Mobility, l'incontro online e gratuito organizzato da Gruppo EDUCA EDTECH in collaborazione con UDAVINCI per avvicinare il mercato del lavoro europeo ai professionisti interessati a intraprendere una carriera internazionale.
Alla sessione hanno partecipato centinaia di persone e ha totalizzato centinaia di visualizzazioni, con partecipanti provenienti da oltre venti paesi. Colombia, Spagna, Messico e Venezuela sono stati tra i paesi con la maggiore rappresentanza.
Al di là della portata dell’incontro, le domande sollevate durante lo stesso hanno fornito un quadro delle preoccupazioni che attualmente accompagnano coloro che stanno valutando l’idea di lavorare all’estero: occupabilità a livello internazionale, opportunità professionali in Europa e riconoscimento dei titoli di studio sono stati i principali punti di interesse.
Una strategia diversa per ogni profilo professionale
La ricerca di un lavoro all’estero non segue una formula unica. Il punto di partenza, come ha spiegato Brice Bibila, direttore di En-Aparté 360, occorre innanzitutto capire a che punto si trova ciascun professionista.
“Le strategie non possono essere le stesse per un profilo junior, con uno o due anni di esperienza, e per un profilo senior, con sei, sette o otto anni di esperienza. Il professionista deve sapere da dove parte prima di decidere come affrontare la propria ricerca a livello internazionale”, ha sottolineato Bibila durante l’incontro.
Esperienza, settore, competenze e lingue determinano quindi la strategia ancora prima di iniziare a inviare candidature.
Bibila ha anche illustrato una lezione tratta dalla propria esperienza in aziende internazionali: condividere una lingua di lavoro non elimina necessariamente le barriere comunicative.
“Ho lavorato in un’azienda internazionale e pensavo che, dato che la lingua di lavoro era l’inglese, tutto potesse essere risolto in inglese. Poi ho capito che parlare con uno spagnolo, un tedesco o un italiano nella loro lingua rendeva la comunicazione molto più semplice e mi permetteva di ottenere risultati migliori”, ha spiegato.
Per il direttore di En-Aparté 360, la conclusione è chiara: “Le differenze culturali si imparano e bisogna adattarsi”.
Lavorare fuori casa costringe anche a reimparare
Il tema dell’adattamento culturale è stato affrontato anche nell’intervento di Viridiana López, CHRO di EDUCA EDTECH Group, che ha affrontato il tema della mobilità partendo dalla propria esperienza professionale.
“Anche quando si parla la stessa lingua, la comunicazione non è sempre semplice, perché entrano in gioco molti altri fattori. Lo shock culturale può essere significativo e ti costringe a riadattare ciò che già conosci a nuove strutture e modalità di lavoro”, ha spiegato.
Cambiare mercato non significa, quindi, ricominciare da zero, ma piuttosto rivedere le proprie conoscenze, i comportamenti professionali e le modalità di interazione all’interno delle organizzazioni.
Questo esercizio richiede anche la conoscenza di sé. López ha sottolineato l’importanza di analizzare ciò che ogni professionista può realmente apportare, al di là di quanto risulta formalmente dal proprio curriculum.
“Ci sono quattro ambiti di competenze che mi piace analizzare: la competenza tecnica; le competenze trasversali o competenze trasversali; l’adattabilità e la capacità di pensiero critico di fronte a una situazione; e le competenze emergenti, tra cui attualmente spicca in particolare l’intelligenza artificiale”, ha affermato.
La combinazione tra competenze tecniche e competenze trasversali assume così particolare rilevanza in un mercato caratterizzato dalla digitalizzazione e dalla costante evoluzione dei profili professionali.
Lingue, umiltà e capacità di adattamento per crescere
Adrián Betancourt, CRO di EDUCA EDTECH Group, ha inoltre raccontato il proprio percorso di inserimento professionale dopo aver svolto parte della propria carriera in Messico.
“La prima lezione è quella di arrivare con umiltà. Sono arrivato con quattro anni di esperienza come manager, una posizione che in Messico aveva un grande peso, ma mi ci sono voluti sette anni per acquisire la fiducia necessaria per pensare di guidare un team spagnolo”, ha raccontato.
La sua esperienza mette in luce una realtà che riguarda numerosi professionisti che si trasferiscono in un altro Paese: L'esperienza pregressa continua ad avere valore, ma deve essere interpretata all'interno di un nuovo contesto lavorativo e culturale.
Betancourt ha inoltre indicato le lingue come uno degli elementi che hanno maggiormente contribuito ad accelerare la sua crescita professionale.
“L’inglese e la possibilità di lavorare in un’altra lingua mi hanno aiutato a fare progressi più rapidamente. Le lingue aprono la mente e offrono nuove opportunità”, ha affermato.
Dalla formazione all'occupabilità a livello internazionale
Le preoccupazioni del pubblico dimostrano che la mobilità professionale va ben oltre la semplice ricerca di un posto di lavoro in un altro paese.
Prepararsi a una carriera internazionale significa conoscere le specificità del mercato di destinazione, analizzare le proprie competenze, sviluppare le abilità linguistiche, comprendere le nuove dinamiche culturali e verificare i requisiti legati all’esercizio della professione.
Il profilo dei partecipanti rafforza inoltre il carattere trasversale di questa esigenza. Tra i partecipanti figuravano professionisti legati a Intelligenza artificiale, scienza dei dati, logistica, ingegneria, istruzione e gestione dei progetti, tra le altre aree.
EDUCA Global Mobility giunge così a una conclusione che va oltre l'incontro stesso: Cercare opportunità professionali all’estero richiede preparazione, ma anche la capacità di reimparare a lavorare, a comunicare e ad apportare valore in un contesto diverso.